La sanzioni sulla sicurezza sul lavoro

Il complesso sistema delle sanzioni in materia di Sicurezza e Salute sul lavoro, merita un approfondimento dettagliato e riguarda, in relazione al diverso grado di responsabilità, pressoché tutte le figure coinvolte nel Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale, datore di lavoro e non solo.
Per meglio comprendere come è articolato il sistema sanzionatorio è opportuno innanzitutto ricapitolare le diverse tipologie di Responsabilità, come previste dal sistema giuridico, e di conseguenza le relative sanzioni applicabili ai diversi casi.
La normativa italiana prevede tre categorie di responsabilità giuridicaPenale, Civile ed Amministrativa; all’interno delle categorie vi è poi una distinzione tra responsabilità individuali che possono essere di tipo soggettivo e di tipo oggettivo.
Nel primo caso il soggetto è responsabile, e dunque sanzionabile, per atti di tipo colposo o doloso commessi direttamente; nel secondo caso invece il soggetto è tenuto a rispondere anche del danno commesso da altri, in considerazione della posizione occupata. Un esempio è il caso in cui un genitore risponde di un danno causato da un minore, oppure in situazioni attinenti alla sicurezza sul lavoro, il caso in cui un datore di Lavoro o un funzionario, in virtù della posizione gerarchica aziendale, sia tenuto a rispondere del comportamento di propri collaboratori.

Responsabilità giuridica penale

E’ sempre di tipo esclusivamente soggettivo, le sanzioni definite nel Codice Penale, previste per delitti e contravvenzioni colpiscono il soggetto individuale e prevedono pene di tipo detentivo, pecuniario o applicazioni di tipo accessorio (sospensioni, interdizioni e divieti). A questo proposito è opportuno ricordare che all’interno del complesso Sistema di Gestione definito dal D.Lgs 231/01 in materia di Responsabilità amministrativa delle società e degli enti, nell’art 25 viene estesa la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica ai reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro(omicidio colposo e lesioni personali colpose gravi o gravissime commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro) reati definiti dagli articoli 589 e 590 del Codice Penale.

Responsabilità giuridica civile

Può essere sia di tipo soggettivo che oggettivo, le sanzioni sono definite dal Codice Civile (responsabilità extracontrattuale) o da un contatto tra le parti (responsabilità contrattuale) e colpiscono il soggetto individuale ma anche una impresa e prevedono generalmente il risarcimento del danno causato, più eventualmente quello delle spese istruttorie in caso di processo. A questo proposito è importante ricordare e fare riferimento all’art 2087 del Codice Civile : “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa, le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.”(Resp. Soggettiva). Ricadono inoltre in questa categoria di oneri, anche i casi di responsabilità del Datore di Lavoro per i danni cagionati dai lavoratori da lui utilizzati nella propria organizzazione di lavoro (Resp. Oggettiva).

Responsabilità giuridica di tipo amministrativo

E’ di tipo soggettivo e prevede sanzioni di tipo pecuniario piuttosto che interdittivo e colpisce sia soggetti individuali che enti.
Entrando quindi maggiormente nel merito delle specifiche sanzioni attribuibili alle diverse figure aziendali va precisato che lo stesso D.Lgs 81/08 (o meglio il D.Lgs 106/09 che ha introdotto numerose modifiche relative agli aspetti sanzionatori), elenca le sanzioni per ogni obbligo e per ogni figura.
Gli articoli 18, 19 e 20 definiscono quindi rispettivamente gli obblighi previsti per i datori di lavoro, i preposti ed i lavoratori, nel Capo IV del Titolo I relativo alle disposizioni generali.

Il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro

Il Testo Unico ripresenta poi la stessa struttura per ogni titolo successivo elencando prima le disposizioni e poi, nell’ultimo Capo di ogni titolo, le relative sanzioni previste in caso di inadempimento.
Sia la quantità che l’entità delle sanzioni sono di conseguenza proporzionali al ruolo gerarchico e quindi al numero ed al livello di responsabilità è di potere esecutivo.

      • Sanzioni per preposti e dirigenti
      • Sanzioni per altre figure della sicurezza sul lavoro
      • Sanzioni per mancata o incompleta redazione del DVR
      • Sanzioni per il lavoratore

Sanzioni per dirigenti e preposti

 

Di natura diversa, rispetto a quelle previste per i lavotori, sono le sanzioni previste per preposti e dirigenti in seguito a inadempienze sulla sicurezza sul lavoro.
Se per preposti un’inadempienza, legata per lo più ai doveri di sorveglianza e vigilanza, può portare a pene detentive e a sanzioni economiche fino ad un massimo di 1200 euro; per la figura del dirigente le sanzioni previste dall’ordinamento giuridico possono essere ben più severe, e soprattutto maggiormente applicate, in funzione proprio del ruolo e delle responsabilità ricoperte.

L’art 55 del D.Lgs 81/08 elenca le principali sanzioni applicabili ai datori di lavoro e dirigenti, sia di tipo detentivo (fino ad unmassimo di otto mesi) che di tipo economico (fino ad un massimo di 6.600 Euro). Sanzioni che fanno riferimento agli obblighi descritti nei precedenti articoli relativamente alle disposizioni generali.

Le sanzioni per i dirigenti tuttavia, vanno ben oltre quelle elencate nell’art 55, ogni Titolo del decreto che elenca obblighi a carico del Datore di lavoro, la maggior parte, ha una Capo in cui sono definite le relative sanzioni, secondo il principio per cui ad ogni obbligo non soddisfatto, corrisponde una relativa sanzione.
Vi sono quindi sanzioni ascrivibili ai dirigenti, relative al non conformità dei luoghi di lavoro (Titolo II), piuttosto che alla mancata o non conforme apposizione di adeguata segnaletica (Titolo V) o alla errata o incompleta valutazione dei diversi tipi di rischio(Titoli dal VI all’XI) piuttosto che alla mancata formazione ed informazione del personale; quest’ultimo aspetto è stato ripreso e aggiornato anche nel testo degli accordi Stato Regioni del Dicembre 2011.

Un importante capitolo è poi dedicato alle disposizioni in materia di procedura penaleart 61 e Titolo XII del Testo Unico. Per le infrazioni da cui scaturiscano casi riconducibili all’omicidio colposo o lesioni personali colpose, “se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni o che abbia determinato una malattia professionale” si innesca con procedura automatica una istruttoria di tipo penale, a carico dei soggetti inadempienti coinvolti in relazione alla dinamica dei fatti ed alla responsabilità gerarchica e giuridica sia soggettiva che oggettiva.

 

Sanzioni per altre figure

 

Esistono altre figure all’interno del sistema di prevenzione aziendale, che possono essere sanzionate se inadempienti rispetto ai propri obblighi.
Per esempio il Medico Competente (art 58) è sanzionabile con Sanzioni amministrative, ammende e pene detentive, per la mancata elaborazione della corretta Sorveglianza Sanitaria, per la mancata trasmissione dei documenti sanitari agli enti preposti, ed in generale per la non soddisfazione degli obblighi di cui all’art 25. I progettisti, i fabbricanti (art 57), i fornitori e gli installatori, nonché i componenti dell’impresa familiare, i lavoratori autonomi, gli artigiani e gli appaltatori (art 60).

 

Mancata o incompleta elaborazione del Documento di Valutazione Rischi

 

Un aspetto che è importante sottolineare è quello relativo alle sanzioni applicabili in caso di mancata o incompleta elaborazione.

Innanzitutto va segnalato che esistono diversi enti preposti a diversi tipi di controlli che possono richiedere di visionare il DVR, quali per esempio l’ASL, l’INPS, l’INAIL, piuttosto che i Vigli del Fuoco e che possono addebitare sanzioni cha vanno da un minimo di 3.000 fino ad un massimo di 15.000 Euro di ammenda al datore di Lavoro e pene detentive fino a otto mesi.
Inoltre la mancata redazione del DVR, se reiterata, può comportare anche la sospensione dell’attività imprenditoriale.

In conclusione si può quindi affermare che l’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi risulta oggi un obbligo per le aziende italiane, rivolto a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e l’adempimento della conformità legislativa; è pensato per essere un documento dinamico e interattivo che deve rispecchiare le reali particolarità specifiche dell’azienda, evidenziando da un lato le criticità e le relative misure di miglioramento, e dall’altro le esposizioni ai rischi effettivamente presenti nel contesto lavorativo.

Sanzioni sulla sicurezza per i lavoratori

 

Il lavoratore sarà soggetto a sanzioni per inadempimenti relativi agli obblighi previsti, sanzioni di tipo prevalentemente pecuniario(sono previste in realtà anche pene detentive ma sono nella pratica assolutamente inattese) che vanno da un minimo di 50 fino ad un massimo di 600 Euro di ammenda nei casi di infrazioni più gravi.

In ogni caso è opportuno ricordare che gli obblighi dei lavoratori risultano genericamente di tipo omnicomprensivo e sono condizionati dalla sussistenza di presupposti necessari indispensabili al loro adempimento, quali la formazione, l’informazione e la messa a disposizione di adeguati strumenti.

Nella realtà di tutti i giorni è improbabile che un lavoratore incorra nelle sanzioni detentive ed economiche previste dall’art 59 del D.Lgs 81/08, generalmente si procede a segnalazioni o richiami ufficiali; salvo che dall’omissione o dalla manomissione non ne derivi un incidente o un infortunio, casi per i quali l’istruttoria che ne deriva automaticamente può ragionevolmente portare all’applicazione della pena prevista.

 

TABELLA PRINCIPALI SANZIONI TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Sanzioni riguardanti la medicina del lavoro

Nomina del medico competente Art.18, comma 1 a) Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro
Obbligo di inviare i lavoratori alla visita medica Art.18, comma 1 g) Dlgs 81/08 e s.m. e i. Ammenda da 2.000 a 4.000 euro
Obbligo di informare il Medico Competente delle cessazioni dei rapporti di lavoro. Art. 18, comma 1 g)-bis Dlgs 81/08 e s.m. e i. Sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro
Obbligo di vigilare affinché i lavoratori con obbligo di sorveglianza sanitaria non siano assegnati alla mansione specifica senza aver ricevuti il certificato di idoneità del Medico Competente. Art. 18, comma 1 bb) Dlgs 81/08 e s.m. e i. Sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 4.500 euro
Obbligo di sottoporre i lavoratori che si occupano di movimentazione manuale dei carichi alla sorveglianza sanitaria. Art.168, comma 2 d) Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro
Obbligo di provvedere affinché i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi di sicurezza siano conformi alla legge. Art. 64, comma 1 Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro

Sanzioni riguardanti la formazione dei lavoratori

Obbligo di formazione per il datore di lavoro che si assume il ruolo di RSPP Art. 34, comma 2 Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro
Obbligo di informare i lavoratori sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro relativi all’attività svolta dall’azienda, sui nominativi degli addetti alle emergenze, sui nominativi dell’RSPP e del Medico Competente. Art. 36, comma 1 Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro
Obbligo di informare ciascun lavoratore sui rischi specifici relativi all’attività che svolge, sui pericoli connessi all’uso delle sostanze chimiche, sulle misure di prevenzione e protezione adottate. Art. 36, comma 2 Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro
Obbligo di formare in maniera adeguata ogni lavoratore in materia di sicurezza e salute. Art. 37, comma 1 Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro
Obbligo di lavoro di fornire una formazione adeguata e specifica ai dirigenti e ai preposti aziendali. Art. 37, comma 7 Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro
Obbligo per il datore di lavoro di formare in maniera adeguata e specifica gli addetti alla prevenzione antincendio e al primo soccorso. Art. 37, comma 9 Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro
Obbligo per il datore di lavoro di formare in maniera adeguata e specifica l’RLS. Art. 37, comma 10 Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.200 a 5.200 euro

Sanzioni riguardanti la sicurezza sul lavoro

Valutare tutti i rischi presenti in azienda ed elaborare il DVR. Art. 17 comma 1 a) Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro
Nominare un RSPP Art. 17 comma 1 b) Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro
Rielaborare il DVR in caso di modifiche, significative dal punto di vista della sicurezza, del processo produttivo e dell’organizzazione del lavoro. Art. 18, comma 1 z) Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro
Indire almeno una volta l’anno la Riunione Periodica Annuale, per aziende con più di 15 lavoratori Art. 18, comma 1, v) e art. 35 comma 1, Dlgs 81/08 e s. m. e i. Ammenda da 2.000 a 4.000 euro
Effettuare la valutazione dei rischi in collaborazione con l’RSPP e con il Medico Competente. Art. 29 comma 1 Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400euro
Consultare l’RLS prima di effettuare la valutazione dei rischi e stendere il DVR. Art. 29 comma 2 Dlgs 81/08 e s.m. e i. Ammenda da 2.000 a 4.000 euro
In caso di appalto di lavori all’interno della propria azienda, controllare l’azienda appaltatrice acquisendone la documentazione necessaria. Art. 26, comma 1 a) Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.000 a 4.800 euro
In caso di appalto di lavori all’interno della propria azienda fornire all’appaltatore le informazioni necessarie sui rischi esistenti. Art. 26, comma 1 b) Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 750 a 4.000 euro
Obbligo dei datori di lavoro committenti e appaltatori (o subappaltatori) di cooperare e coordinare gli interventi di prevenzione e protezione in relazione ai rischi presenti nella azienda in cui si effettuano i lavori in appalto. Art. 26, comma 2 a) e b) Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro
Redazione da parte del committente, in caso di appalto, del Documento Unico per la Valutazione dei Rischi da Interferenze(DUVRI), da allegare al contratto di appalto. Art. 26, comma 3 Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.500 a 6.000
euro
Redazione da parte del datore di lavoro di un’impresa affidataria o di un’impresa esecutrice del Piano Operativo di Sicurezza (POS), in riferimento al singolo cantiere temporaneo o mobile. Art. 96 comma 1 g) Dlgs 81/08 e s.m. e i. Arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro; in caso di rischi particolari arresto da 4 a 8 mesi o ammenda da 2.000 a 8.000 euro;